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La possibilità di demolire e ricostruire un immobile è riconosciuta dal Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001), nello specifico trattata nell’art. 3:

d) “interventi di ristrutturazione edilizia”, gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. […] Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica nonche’ quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purche’ sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell’edificio preesistente.

Le cause per realizzare questa tipologia d’intervento possono essere molteplici, ma sono tutte racchiuse sotto il desiderio di rimediare ad un’obsolescenza (strutturale, energetica, architettonica).

Nonostante il Testo Unico fissi il vincolo della “stessa volumetria”, la Sentenza appena depositata (1763/2015) del Consiglio di Stato, ribadisce come sia necessario il rispetto non solo della volumetria, ma anche della sagoma dell’edificio demolito.

In base alla normativa statale di principio, quindi, un intervento di demolizione e ricostruzione che non rispetti la sagoma dell’edificio preesistente – intesa quest’ultima come la conformazione planivolumetrica della costruzione e il suo perimetro considerato in senso verticale e orizzontale – configura un intervento di nuova costruzione e non di ristrutturazione edilizia

Sebbene la sentenza sembri trattare il caso di edificazione in zona con vincolo paesaggistico, il Consiglio di Stato sembra rimarcare la differenza tra ristrutturazione (demolizione e fedele ricostruzione) e nuova costruzione, rendendo più chiaro come il rispetto della sagoma paia essere condizione vincolante quanto il rispetto della volumetria.

La carta da parati ha subito negli ultimi anni un’indubbia discesa nella considerazione dei progettisti e nella propria reputazione generale. Da finitura pregiata si è trasformata nel tempo in finitura “da vecchia zia”, in grado di richiamare immagini d’interni polverosi e dalla ricchezza d’antan (percorso inverso rispetto a quello delle piastrelle ceramiche, che vivono da alcuni anni una nuova fase di successo). Niente di più sbagliato!

Buen Retiro, Marca Wall and Decò - http://www.wallanddeco.com/

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Perché scegliere la tappezzeria, quindi?

1. Flessibile

La carta da parati ha decori praticamente infiniti (e se pensiamo alla moderna possibilità di personalizzare la tappezzeria con immagini scelte da noi, le possibilità sono DAVVERO infinite!).

Collezione Fornasetti - Cole and Son -http://www.cole-and-son.com/en/

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2. Adatta ad ogni ambiente

I trattamenti superficiali a cui può essere sottoposta la carta da parati la rendono impermeabile ed adatta ad essere utilizzata anche in bagno o in cucina. Inoltre le moderne colle permettono di scongiurare il pericolo muffe e allergie!

3. Rinnova con facilità

Per piastrellare una stanza, sebbene esistano ottime colle, è buona norma preparare un minimo la superficie del fondo per permettere una migliore presa. La carta da parati, al contrario può essere applicata direttamente sulla parete.

Collezione TEA House - Thibaut - http://www.thibautdesign.com/

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4. Senza vincoli dimensionali

La bellezza della carta da parati è senza dubbio la sensazione di “su misura” che riesce a trasmettere in ogni ambiente. La ripetitività del pattern (unita ovviamente all’applicazione di una mano capace!) permette di avvolgere le superfici, dando un’idea di perfetta finitura in ogni ambiente (anche di forma irregolare).